29/2/2012 - 10:27
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FONTE: TUTTOSPORT AUTORE: MIRCO MELLONI
SU Espn si è già guadagnata paragoni con LeBron James e Dirk Nowitzki. Su Sports Illustrated hanno definito la sua presenza in un college fuori dal grande giro come Delaware come ''Adele che canta nel coro della parrocchia o Serena Williams che insegna tennis al circolo locale''.
A suscitare tanto scalpore è una ragazza di innegabili origini italiane - con un nonno veneto che non ha mai rinunciato alla nostra cittadinanza - ma che purtroppo Usa Basketball non si è lasciata scappare: e la presenza, da protagonista, di Elena Delle Donne nell'oro Usa alle Universiadi di Shenzhen 2011 renderà impossibile vedere la 22enne in azzurro. Un percorso simile a quello di un'altra stella come Diana Taurasi, 5 volte capocannoniere Wnba.
PREDESTINATA. In teoria, la storia di Elena sarebbe da predestinata: figlia di un ex giocatore a Columbia University (papà Ernie, oggi immobiliarista, è alto quasi 2 metri) sin da bambina ha lavorato con un coach personale per i fondamentali, John Noonan. e il talento ha viaggiato di pari passo con la crescita fisica sino all'odierno 1.95. Statura da centro con tecnica, tiro e agilità da guardia. Ora Delle Donne è la prima realizzatrice del college basket con 28.3 punti di media, cui aggiunge 10.4 rimbalzi e 2.6 stoppate.
Eppure, nella storia della più grande promessa del basket Usa c'è un doppio ritiro.
SORELLA. Nell'ultimo anno di liceo, ad Ursuline Academy, Elena ebbe una prima crisi di rigetto per il basket, che la convinse a fermarsi. La crisi che è tornata nell'estate 2008: chiamata a Connecticut dal guru Geno Auriemma, Elena restò un paio di giorni, poi decise di lasciare le Huskies, la principale realtà del college basket. Colpa delle 5 ore di distanza dalla sua Wilmington, Delaware. e dalla sorella maggiore Elizabeth, 27 anni, nata cieca e sorda e con una paralisi cerebrale (tanto che ha dovuto subire oltre 30 interventi), la persona con cui Elena aveva trascorso ogni pomeriggio negli anni di liceo. «Il basket aveva perso di significato. Ho odiato il gioco, perché mi aveva portata via da casa. Non potevo comunicare con Lizzie da così lontano, non ci sono mail, telefono o skype, il nostro rapporto è soltanto ''fisico'', lei mi riconosce quando la abbraccio», ha raccontato Elena, che quando si iscrisse a Delaware University (a 20' da casa) scelse scienze dell'educazione, visto che spera un giorno di poter lavorare con i disabili.
VOLLEY. Ma a fare scalpore fu la scelta di cambiare sport, passando al volley. Dove da debuttante, Delle Donne fu subito protagonista, in un periodo che - comunque - contribuì a riavvicinarla al basket. «Vidi il torneo Ncaa e iniziai a chiedermi: ''perchè non sto giocando in mezzo a loro?''».
Elena non cambiò college, cogliendo di sorpresa l'allenatrice della squadra di basket femminile, Tina Martin. «Ero in vacanza a Venezia - ha raccontato il tecnico - e quando mi dissero di Elena pensai a uno scherzo». Invece Delle Donne faceva sul serio: in tre stagioni alle Blue Hens non è mai scesa sotto i 26.7 punti di media, ha superato i 2.000 punti nella carriera Ncaa ed è considerata come la candidata ad insidiare i record di Cheryl Miller, la sorella dell'ex stella Nba Reggie.
FUTURO OLIMPICO. Fra un anno Delle Donne sarà la più contesa nel draft Wnba, e allontanarsi da casa non sarà semplice per chi è attaccato alle tradizioni. «A casa, la domenica sera si mangia sempre cibo italiano - ha detto Elena - è il momento in cui racconto ai miei come è trascorsa la settimana. Non ho rimpianti per come è andata con Connecticut: rifarei tutto». Delle Donne non è nella lista di preconvocate (tutte prò) per Londra 2012, ma le Olimpiadi restano l'obiettivo: «Sogno di giocare a Rio de Janeiro 2016».
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