8/6/2012 - 9:55
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Giovanni Pluchino
Ragusa. Rita Pisana, ovvero la fedelissima della Cestistica Ragusa. Pivot per necessità, in virtù dei suoi 178 centimetri di altezza, Rita Pisana ha indossato, nel corso della sua lunga ed onorata carriera agonistica, quella sola maglia. E di questa fedeltà alla società del mitico presidente Nardino Macinato, ne va ancora fiera. «Alla Cestistica - ricorda - sono arrivata quando avevo appena dieci anni; mi hanno inquadrato nei ranghi del minibasket, allenatore Giorgio Di Giacomo.
A soli 13 anni (nel frattempo ero parecchio cresciuta in altezza), nella stagione agonistica 1977-'78 venni aggregata alla prima squadra, militante in Serie C, e della quale facevano parte le varie Patrizia Rollo, Gina Cabibbo, Sandra Nicolini e altre».
Rita Pisana ben presto diveniva un punto di forza della Cestistica che conquistava la Serie B e che spesso si trovava a lottare per l'approdo in Serie A2. «Anni meravigliosi - ricorda - in un gruppo splendido di cui facevano parte Cettina Campo, Fiorella Gurrieri, Cinzia Rizzone, Franca Molè, Rosalba Accolla, Alessandra Nepote, Alessandra Nicolini (tutte cl. 1963), e poi ancora Irene Campo, Enza Saglimbene, Silvana Linzitto, e qualche altra (tutte, come me, cl. 1964) ».
Il «pivot per necessità» viene presa in considerazione anche dai tecnici azzurri: «Per due anni consecutivi - dice - nel 1978 e nel 1979 sono stata convocata a Morbegno, ai raduni delle "speranze" del basket rosa. E anche queste, come quelle nella mia squadra di club, per me sono state esperienze meravigliose che hanno contribuito alla mia formazione, con i continui contatti umani, con il rispetto delle compagne e delle avversarie, attraverso una rigida disciplina e i sacrifici continui sul piano fisico e mentale. E poi gli insegnamenti dei tecnici; alla Cestistica ne ho avuti tanti: da Giorgio Di Giacomo, a Saro Occhipinti, da Vincenzo Tumino ad Emanuele Sgarlata, al prof. Ciccio Recupido. E tutti mi hanno dato qualcosa di importante non solo dal punto di vista tecnico ma anche sul piano comportamentale».
Nel 1987, a soli 23 anni, nel pieno della maturità atletica, Rita Pisana è costretta, giocoforza, a chiudere con la Cestistica e con il basket. «Risulto infatti vincitrice di un concorso indetto dal Ministero delle Finanze - ricorda - e vengo assegnata a Trento. Per la verità, anche per combattere il trauma dell'abbandono della città natale, avevo cercato di giocare in quella città. Ma gli impegni di lavoro, il matrimonio (sposa Mario Canzonieri), la prima gravidanza, mi convincono a farla definitivamente finita con la pallacanestro».
Ma la giovane coppia Pisana-Canzonieri semina bene, trasmettendo ai figli la passione per lo sport. «La mia primogenita - dice ora Rita - nata nel 1992, si appassiona alla danza, ma il mio secondogenito, Giorgio, nato nel 1995, si innamora sin da piccolino del basket; naturalmente con mia grande soddisfazione». E quel figlio di Rita Pisana (Giorgino come lo chiama la mamma, Giorgione come lo chiamano i compagni) non è altro che quel Giorgio Canzonieri, guardia di m. 1,91, tiratore scelto della Nova Virtus, sia fra gli under 17 che fra gli under 19, che nel torneo di C nazionale, autentica speranza del basket ibleo. «E naturalmente - dice con un lampo di gioia negli occhi mamma Rita - io e mio marito lo seguiamo ovunque, scandendo i nostri fine settimana in funzione dei suoi impegni agonistici».
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