20/6/2012 - 9:53
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«Un anno per tornare grandi» Tampellini, “gm” del Basket Cavezzo: «Saremo di nuovo operativi ai massimi livelli» di Fabrizio Morandi Una settimana terribile. Dopo il sisma che ha sconquassato la Bassa modenese è il momento dei primi bilanci. Così mentre sabato è il momento della solidarietà, lunedì diventa quello della disperata rinuncia ed il momento dei bilanci. Sabato una rappresentativa cavezzese era a Bolzano con 8 giocatrici della rosa che ha disputato la serie B nella stagione scorsa, perché un amico del basket e di Cavezzo come Franco Socin e il vice-presidente dell'Iveco Lenzi Bolzano, Valer Carlo Alberto hanno organizzato una partita per raccogliere fondi per il Basket Cavezzo, affrontando una rappresentativa locale.
SOLIDARIETÀ DI BOLZANO La società bolzanina ha offerto la cena e cinque ragazze più l’assistant-coach Bregoli sono stati ospiti della società. Il team bolzanino ha regalato alle ragazze cavezzesi una t-shirt con la scritta “Barcollo ma non mollo”, mentre Cavezzo ha giocato con la t-shirt speciale di Radio Bruno con la stessa scritta.
La formazione cavezzese era composta da: Chiara Catellani, Elisabetta Tassinari, Ambra Calzolari, Chiara Marchetti, Federica Goldoni, Silvia Pincella, Alessia Valenti e Camilla Finetti. All. Alberto Ganzerli, vice Giacomo Bregoli, Accompagnatori: Valerio Ganzerla e Maurizio Sgarbi. La notizia triste è che questo roster sarà almeno per un anno, l’ultimo roster di prima squadra per il B Cavezzo che lunedì ha ufficialmente comunicato la rinuncia all'iscrizione al prossimo campionato nella Lega di Sviluppo (o A3), a causa degli ingenti danni procurati dal terremoto - che tra l'altro ha reso inagibili tutte le strutture sportive della zona, oltre ad aver duramente colpito i principali sponsor, Acetum in primis. La società comunque continuerà ad esistere, rinnovando l'affiliazione alla Federazione Italiana Pallacanestro e ritesserando tutte le atlete per permettere a ciascuna di loro di giocare altrove in prestito, ove ve ne sia la possibilità.
Cavezzo è già uscita da crisi e rinunce sportive in altre occasioni, ma a questa si aggiunge il dramma umano di una zona che deve innanzitutto ritrovare la propria identità culturale. PARLA IL GENERAL MANAGER Abbiamo così sentito Giancarlo Tampellini storico general manager giallonero, e se c’è una persona che si possa identificare con la storia di Cavezzo questo è proprio Tampellini, ma della fiducia e della tenacia dell’uomo stavolta nella nostra breve intervista percepiamo (e comprendiamo) il senso di smarrimento e scoramento lasciato da questa situazione. «Non sappiamo cosa ne sarà della prossima stagione – ci spiega Tampellini al telefono – al momento abbiamo ufficializzato la rinuncia alla prima squadra, ma la situazione è grave, sia il Palasport che la Palestra risultano inagibili, per il Palasport i danni sono di lieve entità, sebbene costosi, in quanto si tratta del controsoffitto, mentre ben più gravi le ferite alla palestra dove i danni visibili sono sulle travi. In condizioni normali potrei dire che per ottobre saremmo stati pronti almeno con il Palasport, ma queste non sono condizioni normali, la perizia deve ancora essere fatta sulla struttura e le priorità sono altre. Ci sono prima da fare le perizie sulle abitazioni civili e poi sulle fabbriche e i capannoni che hanno la priorità perché la vita e il lavoro deve ripartire prima dello sport». Cosa ne sarà dell’attività giovanile?
È vero che ci sia in progetto il trasferimento momentaneo in altre sedi? «Al momento sono pessimista anche se non c’è ancora una parola definitiva. Il trasferimento al momento è ipotesi irrealizzabile giacché non ci sono palestre agibili nella Bassa modenese, la società esisterà ancora, ma in quest’anno è difficile intravedere un orizzonte chiaro. Di certo daremo a tutte le nostre giocatrici la possibilità di continuare a giocare in prestito presso altre società, e credo e spero che in un anno saremo di nuovo operativi come società al massimo livello». COME L’ARABA FENICE Tutte le volte che Cavezzo è caduta, è risorta dalle ceneri come l’araba fenice più forte e determinata di prima.
Capitò dopo il primo periodo d’oro confermando la propria forza a livello giovanile e conquistando di nuovo la massima serie, è capitato di nuovo dopo la rinuncia alla massima serie per la seconda volta con un gruppo e duna società sempre più coesa. Ora il terremoto ha minato l’ennesimo miracolo cavezzese, ma qui il gene del basket ad alto livello esiste e germoglia e siamo pronti a scommettere che Tampellini e compagni riusciranno per l’ennesima volta a vincere la sfida più ardua e complessa dell’intera storia cavezzese per ridare lustro ad una città che oltre a dover ripartire lavorativamente e culturalmente deve ritrovare anche una propria identità che può passare anche per il basket femminile.
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