Un altro simbolo della pallacanestro femminile italiana saluta la pallacanestro giocata: è ufficiale il ritiro di Laura "Chicca" Macchi, senza dubbio una delle stelle più lucenti nel firmamento del basket italiano.
Chicca Macchi chiude il suo percorso come una delle giocatrici più vincenti del nostro movimento, forte di un palmarès composto da 9 scudetti, 8 Coppa Italia, 11 Supercoppe Italiane, una Eurocup in una carriera da 22 stagioni per un totale di 640 presenze in A1. In maglia Azzurra può vantare 113 presenze, 1387 punti e anche lì due prestigiose medaglie, l'argento ai Giochi del Mediterraneo del 2001 e quello alle Universiadi del 2003. E in più, l'esperienza in WNBA alle Los Angeles Sparks, 38 partite nel massimo campionato mondiale.
Questo il contenuto della lettera che "Chicca" ha voluto scrivere per salutare lo sport tanto amato, fonte di grandissime gioie, successi ed emozioni.
Tutti sognano il finale perfetto.
L’ultima apparizione sul parquet, magari con una vittoria importante e avvolti dall’entusiasmo di tante persone. Se non ci fosse stata una pandemia chissà..
Si dice che la bellezza di un viaggio non è il punto di arrivo ma il viaggio stesso. Bene, per me è stato così. E ne sarò grata per sempre.
Perché il mio viaggio è stato magnifico. Nel bene e nel male, sempre vissuto a perdifiato.
E quindi ci siamo.
Ci tenevo a ringraziare tutti, dopo 30 anni esatti di basket, da chi mi ha introdotto al basket, perché nascere a Varese e non giocarci è un sacrilegio, a chi ha gioito con me fino all’ultimo giorno della mia carriera.
Oggi esco dal campo in punta di piedi, esattamente come ci sono entrata… ma nel mezzo c’è stato un uragano. Vittorie, sconfitte, delusione ed esaltazioni. Città, paesi, continenti, aerei, treni, bus, hotel.
È stato un onore condividere questi magici anni con ogni persona che con me ha percorso anche un piccolo tratto di questa strada.
Il basket mi ha dato tanto, mi ha fatto diventare una donna. Mi ha fatto incontrare una persona meravigliosa con la quale condivido la vita.
E grazie alla mia famiglia, che c’è sempre stata. Sempre. Incondizionatamente.
E a te papà Giorgio, il ringraziamento più grande.
Sei stato le mie gambe e la mia testa quando credevo di non farcela.
Il mio faro quando mi perdevo, il mio bastone quando mi montavo la testa.
Il tuo fischio sugli spalti era la mia sveglia. Spero di averti reso orgoglioso.
Buon Basket a tutti.
Ad maiora.
Laura Macchi