Valeria De Pretto e Andrea De Nicolao sono due tra i volti nuovi dell’Umana Reyer 2017/18. In attesa di poterne apprezzare le doti in campo, li abbiamo sottoposti alla “classica” intervista doppia, in cui i tifosi orogranata possono iniziare a conoscerli meglio in vista della nuova stagione.
Soprannome?
Valeria: Depre
Andrea: The Shark
Miglior qualità in campo?
V: Energia
A: Playmaking
Miglior qualità fuori dal campo?
V: Convivialità
A: Altruista
Difetto fuori dal campo?
V: Sono lunatica
A: Troppo preciso
Idolo sportivo?
V: Roger Federer
A: Steve Nash
L’evento sportivo a cui hai partecipato e che ti ha più emozionato?
V: Eurobasket 2017
A: Il Denik Camp
Il compagno di squadra più importante della tua carriera?
V: Francesca Zara
A: Achille Polonara
Il miglior scherzo fatto o subito in spogliatoio?
V: Adoro gli scherzi da spogliatoio, ma quello che succede in spogliatoio rimane in spogliatoio!
A: Asciugamano della doccia in freezer, quindi congelato per asciugarsi
Quando e perché hai iniziato a giocare a basket?
V: Ho iniziato a 4 anni. Nel paese dove sono cresciuta, il basket era uno degli sport più praticati anche dalle bambine e l’allenatrice era un’amica di mia madre. Non ero convintissima, all’inizio, ma poi abbiamo fatto amicizia
A: All’età di 4 anni, grazie a mio padre, ex giocatore ed ora proprietario di una società sportiva, il Vigodarzere, a Padova
C’è un campo particolare che non dimenticherai mai e dove giocavi con i tuoi amici/compagni nel tempo libero?
V: La palestra di Carrè, il paese dove sono cresciuta. E il palazzetto di Dueville, dove ho mosso i primi passi al seguito di una squadra senior
A: Il campetto di casa mia, con amici d’infanzia e i miei fratelli
Un aggettivo per descrivere la pallacanestro?
V: Coinvolgente
A: Emozionante
L’allenatore più importante della tua carriera?
V: Mauro Procaccini
A: Al primo posto mio papà, che mi ha insegnato a giocare a basket. Subito dopo, Frank Vitucci, che mi ha lanciato in Serie A
Cosa ti piace di più del campionato italiano?
V: È un campionato avvincente, con giocatrici italiane e straniere di caratura internazionale
A: Che è un campionato molto equilibrato
Come immagini l’avventura europea dell’Umana Reyer?
V: Sarà un’esperienza stimolante, ci confronteremo con realtà importanti e nuove rispetto a quelle che già conosciamo in Italia. Sarà emozionante
A: Me la immagino molto dura e intensa, ma anche da affrontare con grandi ambizioni
Affrontare squadre importanti sia in campionato che in Coppa può aiutare l’affiatamento e la confidenza della squadra?
V: Assolutamente sì, è nelle partite importanti che viene fuori la squadra
A: Sì. L’alchimia della squadra è un valore importante: è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi
Secondo te giocare in palazzetti come quelli che troveremo in Europa può esaltare la squadra o potrebbe essere un fattore che aumenta la difficoltà dell’impegno?
V: Penso che in molte realtà europee il basket femminile sia molto sentito e, di conseguenza, potremmo trovarci davanti palazzetti pieni di tifosi avversari. Questa è una cosa che al tempo stesso, secondo me, fa emozionare e concentrare di più
A: Può solo esaltare la squadra
Sposati? Fidanzati?
V: Sposata
A: Per ora fidanzato. Si spera sposato dal 12 agosto… ahahah
Il giorno più bello della tua vita?
V: Il 16 giugno 2017: il giorno dell’esordio in Nazionale all’Europeo, contro la Bielorussia
A: Quello che sta per arrivare…
Hai Social Network? Quale usi di più?
V: Ho scaricato Instagram qualche settimana fa, ho solo quello ma non lo uso molto
A: Sì. Uso maggiormente Facebook
Città, film e piatto preferito?
V: Venezia. Pulp Fiction. Pasta alla carbonara
A: Senigallia (il mio rifugio estivo). Il gladiatore. Chitarrine rosse fatte in casa con vongole, cozze fresche del porto, aglio, olio e prezzemolo (uno spettacolo!)
Che squadra tifavi da bambino?
V: Nessuna
A: Los Angeles Lakers
Tatuaggi?
V: Nessuno
A: Nessuno
Suoni strumenti musicali?
V: No
A: No
Cosa fai di solito nel tempo libero? E il giorno dopo la partita?
V: Nel tempo libero ascolto musica, leggo, guardo film. Il giorno dopo la partita di solito mi riposo, vado a fare la spesa e cucino
A: Coltivo i miei hobby e mi piace stare nella natura
Cosa avresti fatto nella vita se non avessi giocato a basket?
V: Facevo atletica, da piccola, perciò mi sarebbe comunque piaciuto fare l’atleta, in un modo o nell’altro. E magari imparare a suonare il pianoforte
A: Avrei fatto l’allenatore
Cosa pensi farai a fine carriera?
V: Mi piacerebbe lavorare nel sociale, con le persone disabili
A: Ho tante idee che vorrei concretizzare
Hai un tuo motto personale?
V: Nessuno in particolare
A: Sì: il miglioramento non va atteso, va inseguito
Chi conosci dell’attuale staff e roster dell’Umana Reyer?
V: Conosco già alcune persone dello staff. Della squadra, conosco praticamente tutte, in particolare Martina Sandri, con cui ho giocato più di qualche anno nelle giovanili
A: Molti, perché li ho incontrati durante il mio percorso
Siete mai stati a Venezia? Cosa sapete della città?
V: Sono stata molte volte a Venezia, è una città che mi piace molto. Quando posso, vado sempre alla Biennale e almeno una volta all’anno mi concedo un giretto di bacari
A: Sì, mi piace molto e la trovo affascinante per la sua storia
Hai seguito i playoff dell’Umana Reyer l’anno scorso?
V: Certo, e spero quest’anno di contribuire a conseguire risultati altrettanto importanti
A: Sì
Andrai a tifare anche per l’altra prima squadra dell’Umana Reyer?
V: Certamente!
A: Certo, anche perché sono molto amico di Caterina Dotto.
Ufficio stampa Reyer Venezia