Il basket sa essere lo sport più bello del mondo, ma a volte sa anche essere spietato. Lo sa bene la Virtus Cagliari, che sul parquet di Venaria della Normatempo Torino ha accarezzato per quarantaquattro minuti e cinquantanove secondi l'impresa della stagione, prima di essere ricacciata indietro da un incredibile canestro di Elisabetta Penz proprio sulla sirena dell'overtime. Finisce 78-77 per le piemontesi, ma l'applauso più scrosciante va alle cagliaritane, autrici di una gara "spaziale".
Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla squadra sarda, arrivata a Torino con il ruolo di "vittima sacrificale" contro una delle big del campionato. Invece, le ragazze di coach Staico hanno messo in campo una difesa feroce e un attacco fluido, mandando in crisi le certezze piemontesi.

I numeri finali dicono solo che Torino ha vinto la sfida ai rimbalzi: 52 per Torino e 33 per la Virtus e il resto è tutto a favore della Virtus (e questa fa capire quanto la sconfitta sia bugiarda). Dal campo ha chiuso con il 37% (25/67) contro il 36% (24/65) della padrone di casa. Da due la Virtus ha registrato un bel 44% (15/34) Torino si è limitata al 39% (17/43). Dai 6,75 leggero vantaggio delle piemontesi 7/22 (31%), Virtus 30% (10/33), nei liberi Cagliari ha sfiorato la perfezione 17/18 (94%), Torino 23/31.

Dopo un primo quarto di studio (18-14 per Torino), la Virtus ha iniziato a macinare gioco. Monica Naczk perfetta in regia, Silvia Nativi in serata di grazia e una Barbara Zieniewska chirurgica hanno ribaltato l'inerzia. Il secondo quarto è una battaglia punto a punto: le rotazioni di Staico funzionano, Ania Gallus entra e spacca la partita con canestri dalla media e una tripla preziosa, portando le squadre al riposo lungo sul 38-38.

Al rientro dagli spogliatoi, la Sardegna Marmi Cagliari gioca la sua pallacanestro migliore. Nonostante un break iniziale di Torino, Cagliari risponde con un 10-0 di parziale. Le triple di Nativi e El Habbab scavano il solco: la Virtus vola a +12 (63-51) e sembra padrona del campo.

Ma Torino è squadra di rango e non ci sta a cadere davanti al proprio pubblico. La rimonta si materializza nell'ultima frazione, con un contro-sorpasso a due secondi dalla fine che sembrava già il sipario. Invece, Giulia Corda con un guizzo d'autore trova il 69-69: è overtime.
Nel supplementare regna l'equilibrio assoluto. Una tripla di Nativi regala il +3 (76-73) a 91 secondi dal termine. Negli ultimi istanti la tensione si taglia col coltello: Torino accorcia, El Habbab dalla lunetta fa 1 su 2 (77-75). Mancano 4 secondi: la vittoria è a un passo. La palla arriva a Elisabetta Penz che scocca un tiro disperato quasi dall'angolo. Il pallone danza nell'aria mentre il palazzetto resta in apnea, poi scivola nella retina proprio mentre suona la sirena. Da una parte comincia la festa e la rincorsa all'eroina della serata, dall'altra la disperazione per una quasi vittoria sfumata all'ultimo tiro.

Resta l'amarezza, ma resta soprattutto la consapevolezza di un gruppo  che oggi ha dimostrato di poter giocare alla pari con chiunque. Se questo è il volto della Virtus, il futuro non può che essere luminoso.
Normatempo Italia Torino – Sardegna Marmi Cagliari 78-77 (d1s)
Parziali: 18-14; 20-24; 15-25; 16-6; 9-8.
Torino: Albano 12, Stejskalova, Heriaud 14, Penz 18, Cordola 16, Giordano, Pasero 3, Chukwu 13, Bucchieri 2, Biondi. Allenatore: Corrado M.
Sardegna Marmi Cagliari: Naczk 17, Zieniewska 6, El Habbab 12, Corda 6, Nativi 16, Deidda, Gallus 7, Pasolini,  Mattera 6, Tykha 7, Pellegrini Bettoli, Anedda. Allenatore: Fabrizio Staico.
Arbitri: Markel La Grotta di Monza e Simone Gurrera di Vigevano.

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