Dopo anni trascorsi tra le fila della Virtus, Giulia Corda si prepara a una nuova entusiasmante avventura: la LUISS Roma. In questa intervista esclusiva, la giovane cestista ci racconta l'emozione di salutare la sua "famiglia" sportiva, i ricordi indelebili che porterà con sé e le motivazioni che l'hanno spinta a scegliere la Capitale per il suo futuro cestistico e accademico.
Giulia, per anni hai vestito la maglia della Virtus. Che effetto fa salutare via Pessagno e sapere che la prossima stagione non indosserai quei colori?
"L'effetto è sicuramente molto forte per me. Già nell'anno a Praga avevo provato la sensazione di indossare un'altra maglia, quindi in parte mi ero già preparata a questo cambiamento. Non ti nego di aver passato tantissimo tempo a immaginarmi a inizio stagione ancora con la maglia che mi ha cresciuta, e sono certa che farà uno strano effetto anche vedere le mie compagne in campo senza di me. Ma credo che questo sia il momento giusto per iniziare una nuova avventura.
Sono anche certa che questo non sarà un addio, infatti dalla prossima stagione sarò una tifosa, ma con la speranza, prima o poi, di tornare a vestire di nuovo la maglia della Virtus."
Sei molto giovane ma hai un "vissuto" importante nel mondo del basket e con la virtus in particolare. Se dovessi scegliere un solo istante o una singola partita di questi anni (magari legata alla cavalcata verso la A2), quale porterai sempre nel cuore?
"Il momento più speciale per me è stato senz'altro l'ultima partita di due anni fa, quella vinta per la promozione di categoria, giocata in casa nostra davanti a tantissimi tifosi e a tante ragazzine, con il palazzetto strapieno. È un ricordo che porto e porterò sempre con me.
Ma non dimentico nemmeno le tante vittorie nelle categorie giovanili, vissute insieme alle ragazze che sono cresciute al mio fianco, così come i playoff della scorsa stagione che hanno rappresentato un altro capitolo importante di questo percorso."
Che cosa ha rappresentato per te la Virtus, non solo come squadra, ma come famiglia?
"La Virtus è la mia casa. Anche se per ora le nostre strade si divideranno, so che il mio cuore resterà sempre lì. Tutte le persone che ho incontrato in questi anni mi hanno aiutata a migliorare, mi hanno motivata e spronata a dare sempre di più.
Vorrei fare un ringraziamento speciale a Paolo Pellegrini, che ha saputo creare un ambiente fantastico, dove crescere e sentirsi sicure anche nello sbagliare. E poi le ragazze, da quelle conosciute nelle giovanili, alle compagne della B, fino a quelle di quest'ultimo anno. Tutte resteranno per sempre mie grandi amiche.
Ed è proprio per tutto questo che salutare la Virtus è così difficile."
La LUISS Roma è celebre per il suo modello che coniuga eccellenza accademica e sportiva . Quanto ha pesato la possibilità di unire un percorso di studi prestigioso con la Serie B nella scelta di trasferirti a Roma?
"È stato il motivo fondamentale della mia scelta. Per me è sempre stato importante non fermarmi solo all'impegno in campo, ma crescere anche dal punto di vista accademico. Dopo la laurea, che conseguirò proprio in questi giorni, avere la possibilità di continuare a Roma il percorso di studi che amo, finanziato dalla mia passione più grande, è davvero un sogno che si realizza."
Non è la tua prima esperienza lontano da Cagliari per motivi di studio (eri già stata all'estero). Come ti ha aiutato quell'esperienza passata a prepararti per questo nuovo capitolo nella Capitale?
"L'esperienza a Praga, in Repubblica Ceca, mi ha aiutata sia a relazionarmi con un contesto completamente diverso, sia a inserirmi in una squadra con persone molto diverse da quelle a cui ero abituata. È stata un'esperienza che mi ha fatta crescere e maturare, anche a causa dell'infortunio che ho avuto in quel periodo, e che ha sicuramente cambiato, almeno per un po', la mia quotidianità."
Nell'ultimo campionato hai dimostrato di poter competere ad altissimi livelli nella categoria superiore. Qual è il bagaglio tecnico e di personalità che senti di aver maturato quest'anno e che porterai in valigia?
"Porterò sicuramente con me la voglia di vincere e la fame agonistica che le ragazze più esperte mi hanno insegnato e trasmesso con l'esempio. Ho acquisito la consapevolezza di poter dare un contributo concreto in tutti gli ambiti del gioco, ma soprattutto porterò con me la voglia costante di migliorare, in ogni aspetto possibile.
Ho imparato anche a gestire meglio la pressione dei momenti decisivi, e a trasformare le difficoltà in un'occasione per ripartire più forte di prima. E se in questi anni ho avuto la fortuna di imparare tanto da chi aveva più esperienza di me, spero un domani di poter fare lo stesso con chi arriverà dopo di me."
Che messaggio ti senti di lasciare alle bambine e alle ragazze che oggi iniziano a giocare a basket a Cagliari sognando di ripercorrere i tuoi passi?
"Alle ragazze della Virtus mi sento di dire che quel posto che sto lasciando è pronto ad accogliere ognuna di loro. Per me è stata senza dubbio l'esperienza più formativa della mia vita, e la Virtus è il posto giusto, dove l'impegno viene sempre ripagato.
Non vedo l'ora di tornare al palazzetto e vederle allenarsi, giocare, crescere. Sarebbe bellissimo, un giorno, vedere sempre più ragazze cresciute a Cagliari arrivare in prima squadra, e sono certa che con l'impegno e la dedizione che ho visto in loro, ce la faranno a diventare parte della prima squadra della Virtus."