Otto squadre, sette partite, tre giorni, una sola Coppa: entriamo nella settimana delle Final Eight di Coppa Italia di A1, “Fila Cup” e oggi, nelle nostre pillole, non possiamo che trasformare il nostro viaggio verso San Martino in una rassegna di numeri e curiosità su un trofeo dalla storia ormai trentennale.

Quella che si gioca questo weekend sarà la 26ª edizione della Coppa Italia di Serie A1 sotto l’egida di Lega Basket Femminile, la 32ª complessiva. E per la prima volta la sede sarà San Martino di Lupari. La città veneta sarà la ventiduesima località a ospitare la Coppa, quest’anno denominata "Fila Cup": in precedenza, per sei volte Schio ha ospitato la manifestazione; tre volte è toccato a Venezia, Faenza (per due volte in coppia con Imola, nel 1971 e 1972) e Parma; due volte Taranto e Perugia. Contano un’organizzazione anche Cervia, Torino, Capri, Genova e Rapallo, Ancona, Ragusa, Priolo, Napoli, Messina, Alessandria, Lucca, Bologna (che ospitò la sola finale nel 1969) e Pisa, dove si è giocata la prima Final Four nel 1970.

Nell’albo d’oro domina il nome del Famila Wuber Schio, che ha vinto la Coppa per ben 11 volte, seguono a 5 la Comense, 4 per Milano, 3 per Parma, 2 Faenza e Taranto. Venezia, Ribera, Ragusa, Geas, Viterbo e Treviso sono le vincitrici singole. Va da sé che in questa edizione saranno quattro le squadre che cercano l’assalto alla prima vittoria: San Martino di Lupari, Broni (che però ha in bacheca una Coppa Italia di A2), Lucca e Vigarano.
Per la terza volta la Coppa Italia si presenta in formato “extralarge”, con otto squadre partecipanti: nelle precedenti due finali a otto vittorie di Taranto nel 2003 (Anula 26 punti) e di Schio nel 2004 (Bonfiglio 19).

Delle otto partecipanti alla Coppa, l’Umana Reyer Venezia vanta una singolare doppietta, avendo vinto il trofeo in entrambe le categorie (A1 nel 2008, A2 nel 2013). Stessa cosa è successa al Geas, con la Coppa di A1 vinta nel 1973 e quella di A2 nel 2015. Parlando di successi “multipli”, quest’anno Schio è a caccia di un’altra tripletta, tre titoli consecutivi, impresa già riuscita alla squadra veneta (2013-14-15) e alla Comense (1993-94-95). Le scledensi inoltre sono l’unica squadra oltre a Parma (2001-02) e Milano (1971-72) ad aver fatto registrare delle doppiette (2010-11 e quella attuale, 2017-18). 

Il bello della manifestazione è sicuramente l’immediatezza, il giocarsi tutto in pochi giorni e 40’ alla volta. E spesso per un episodio. Per ben 9 volte la finalissima si è chiusa per tre o meno punti di scarto. Lo scarto massimo il +36 del Geas su Vicenza nel 1973 (74-38), il minimo la vittoria di un punto della stessa Schio sulla Comense nel 1996 (71-70) e su Venezia nel 2010 (66-65), oltre quella di Milano su Vicenza nel 1972 (45-44).

Il Fila San Martino di Lupari sarà atteso da una sfida più tosta di quel che si pensi: su 26 edizioni, soltanto 4 volte la squadra ospitante ha fatto valere il fattore campo vincendo il trofeo (Schio nel ’96, Parma nel ’98 e 2001, Faenza nel 2009), mentre in altre 6 occasioni ha perso in finale.

Sono tre le giocatrici che saranno presenti a San Martino di Lupari che hanno vinto almeno un MVP: Chicca Macchi (2010), Jantel Lavender (2013) e Jolene Anderson (la vincitrice più recente, 2017). Per loro una sfida nella sfida perchè dal 2007 in poi nessuna giocatrice è riuscita a vincere il premio per due volte. Parlando di record personali, il top punti segnati in una finale è di Razja Mujanovic (Comense), 33 punti nel 1993 e Jolene Anderson (Schio) 33 punti nell’edizione 2017 che le valse l’MVP. La top scorer italiana nelle finali è Mabel Bocchi (Geas) 26 punti nel 1973, seguita a quota 24 da Mara Fullin (1997), Simona Ballardini (2006) e Chicca Macchi (2010).

Chiudiamo con un accenno alla giornata di campionato appena trascorsa: perché ci consente di viaggiare anche qui nella storia. Era il 2000 quando la Comense vinceva la sua ultima Coppa Italia: nello stesso anno nascevano Greta Miccoli e Laura Cremona, due “millenials” che domenica hanno fatto registrare i loro massimi in carriera, 11 (con 3/6 da tre) per la giocatrice di Broni e 14 per quella di Battipaglia. Nel 2002, anno dell’ultima Coppa Italia di Parma, nasceva invece il trio di Vigarano Nativi-Gilli-Natali, che con Ilaria Panzera del Geas con ogni probabilità saranno le atlete più giovani a scendere in campo nel weekend di San Martino: oggi celebriamo i 13 di Silvia Nativi contro Ragusa, massimo in carriera. Perché parlare d’amarcord e tornare al passato è bello, ma vuoi mettere quanto è esaltante parlare di futuro?

Alla prossima, ci vediamo a San Martino di Lupari!

Area Comunicazione LBF

LBF PARTNERS