In viaggio per il Campionato Europeo, un volo direzione Bucarest. Poco prima della partenza il coach della Nazionale Angela Adamoli si è confidata con noi: dalle avversarie da battere ai segreti del 3x3, analizzando le difficoltà fisiche e mentali in uno sport dai ritmi vertiginosi.

Prendere parte all’Europeo da Campioni del Mondo è un onore ma anche un onere, perché tutti vorranno battere le Azzurre...

“Abbiamo la grandissima responsabilità di portare al collo una medaglia d'oro e quindi dobbiamo mantenerci a quei livelli. Ne siamo onorati e orgogliosi, ma siamo anche consapevoli che non è una strada facile, anzi sarà sempre più difficile rispetto ai Mondiali. Contro di noi, Campionesse del Mondo, tutti ci metteranno qualcosina in più.”

A Bucarest ci saranno 3 delle magnifiche 4 di Manila (Raelin Marie D’Alie, Marcella Filippi e Giulia Ciavarella, con Arianna Zampieri che sostituirà l’infortunata Giulia Rulli). È importante mantenere la stessa “fame” di vittoria e non lasciare spazio alla “sazietà”…

“La sazietà non c'è mai, se siamo arrivati a quel risultato è perché siamo partiti con la massima umiltà, con i piedi per terra e con l'etica del lavoro. Sappiamo benissimo che la medaglia d'oro è frutto di tanto lavoro, tanta applicazione e tanta determinazione sotto tutti i punti di vista, non solo quello dell'impegno a 360°, perché le cose normali non bastano e se fosse facile lo farebbero tutti.”

Individuate anche le avversarie da battere…

“L’avversario da battere sarà sicuramente il Belgio, seguito subito dopo dall'Ungheria. Il Campionato Europeo è veramente di altissimo livello, quindi ogni partita ha la sua storia, ogni partita è importante per quella successiva… Nel 3 contro 3 è fondamentale ogni singolo punto segnato e che si lascia segnare agli avversari. È importante l'approccio mentale quanto quello fisico. Quindi tutte le squadre sono difficili da battere ma la prima nella mia testa, e anche concretamente, è il Belgio che sfideremo venerdì pomeriggio alle 16:25.”

3vs3 e 5vs5, il basket come protagonista ma modi differenti di interpretare ed affrontare le partite. Quindi conta la tecnica ma anche la testa…

“Secondo me c’è una grandissima differenza rispetto al 5 contro 5. Nel 3 contro 3 l'errore non è così determinante come nel 5 contro 5, ci sono talmente tante azioni e a una velocità talmente alta, che la possibilità di sbagliare è molto alta, considerata anche il ritmo serrato e il fatto che dopo i 4 minuti iniziali si comincia a giocare praticamente in apnea. Vince chi fa meno errori, ma soprattutto chi si dimentica per primo l'errore fatto; è tutto un gioco che guarda all’attimo successivo, non a quello precedente, quindi gli errori fanno parte del gioco. Ogni giocatore e allenatore deve commettere meno errori possibili, ma la cosa fondamentale è convivere con questo errore e capire che nel momento in cui si fa un errore c'è sempre la possibilità di migliorarsi, c'è sempre un'altra possibilità. 12 secondi sono veramente pochi e spesso le azioni durano anche 2 secondi, quindi non darei così importanza al singolo errore, se non riferito in un contesto di mentalità di errore e di reazione all'errore.”

Inizia un’altra grande avventura, dopo aver raggiunto la vetta del Mondo ora l’obiettivo è quello di scalare l’ardua montagna europea, per portare nuovamente in alto il tricolore.

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