Un'Italia in zona rossa anche al Sud, dove si segue la situazione e si fa il possibile per evitare che il contagio dilaghi anche in questa parte della penisola. E nelle isole: a Palermo c'è grande attenzione, a raccontarci come si vive l'emergenza nel capoluogo siciliano è Francesca Russo. La guardia di orgine laziale è rimasta in Sicilia e vive da lì la situazione, dopo lo stop che ha fermato la sua Sicily By Car Palermo quand'era in piena lotta non solo per la salvezza, ma anche per la zona tranquillità o addirittura per uno spot ai Playoff, lontani solo due punti. Un break che ha messo nel "limbo" la prima stagione in A1 di Palermo dopo 29 anni e l'ottimo campionato fin qui disputato dalla guardia classe '96, che ha dimostrato di poter dire ampiamente la sua nella categoria.
Prima dello stop dei campionati, con Palermo avete vissuto due situazioni particolari: il weekend del 22-23 febbraio eravate già a Schio quando il match è stato rinviato, l'otto marzo eravate pronte a giocare con Bologna quando è arrivato un nuovo rinvio.
Lo stop a Schio non ce l'aspettavamo proprio quando siamo partite il sabato: la sera, quando è scoppiata l'emergenza, abbiamo iniziato a leggere qualcosa sui social e a vedere le notizie delle sospensioni di altri match, e ci è venuta un po' d'ansia. Il mattino dopo eravamo pronte alla rifinitura, ma siamo state fermate dalla comunicazione del rinvio: è stato difficile, avevamo fatto un trasferta ben organizzata e lunga, e preparato la partita con grande meticolosità.
Contro Bologna, nonostante la situazione d'emergenza, sapevamo della grande importanza della partita e avevamo preparato tutto con grande attenzione durante la settimana. Eravamo pronte, sapevamo che avremmo giocato a porte chiuse ma eravamo cariche perchè i nostri tifosi erano stati vicini anche a distanza. Stavamo pranzando quando è arrivata la notizia ufficiale. C'è stato rammarico in entrambi i casi, ma anche la consapevolezza che fosse meglio così, vista la situazione.
Come avete preso lo stop del campionato?
Per noi è stato uno shock, perchè in un primo momento non avevamo ben capito la gravità della situazione. Però è stata la cosa giusta da fare, non si poteva continuare a restare con un punto di domanda, allenarsi e poi ritrovarsi la domenica a decidere se giocare o non farlo, o rischiare viaggiando. Decisione giustissima, prima di tutto viene la salute nostra e di tutti.
Si è interrotta, per ora, la vostra stagione, la prima in A1 dopo 29 anni per la città di Palermo.
Questo stop fa un certo effetto anche perchè è arrivato in un momento clou della stagione per tutti, anche per noi che eravamo nel pieno della lotta salvezza con tante partite delicate: essere abituati a lavorare giorno per giorno, a dare tutto per raggiungere il traguardo di squadra e società, e ritrovarsi di colpo senza tutto questo ha amplificato ancora di più lo shock emotivo di tutte.
Palermo è una città lontana dalla zona più colpita d'Italia, ma complici i tanti rientri dal Nord ha subito accolto un gran numero precauzioni e provvedimenti per arginare il contagio. Come viene percepita nel capoluogo siciliano questa emergenza?
In questo momento i numeri sono ridotti rispetto al Nord, è vero. Ma ciò non toglie che c'è sempre grande cautela. Seguiamo la situazione dalle nostre case, la squadra è rimasta in città ma non si è più riunita dalle ore precedenti alla partita con Bologna. C'è un po' d'ansia quando esci di casa, quando vedi tantissima gente con le mascherine, o anche solo quando s'incrociano dei passanti devi stare molto attenta a rispettare la distanza di sicurezza e limitare il più possibile i contatti con le persone.
Qual è la tua routine quotidiana in questi giorni a casa?
Ho la fortuna di non esser sola in casa ma di vivere in un appartamento vicino al centro con la mia compagna di squadra Liliana Miccio e un animale domestico, un bellissimo cane di nome Naty. Con Liliana ci scherziamo un po' su ogni tanto, immaginando di farla "affittare" a tutte le persone che hanno voglia di fare una passeggiata e uscire di casa... (ride)
A parte le battute, in questo periodo ci prendiamo molta cura di lui, esco per farlo passeggiare e per fare la spesa. Quando vado fuori da casa prendiamo tutte le precauzioni, indossiamo guanti e stiamo cercando anche delle mascherine, dato che purtroppo in città sono ormai introvabili.
A casa sperimentiamo molto in cucina: dolci, pizza, pane e piadine fatte in casa. Ci dedichiamo ai nostri hobby e alle nostre passioni. Stiamo anche leggendo di più, una cosa a cui dedicavamo meno tempo prima, per via dei ritmi molto serrati che seguiamo normalmente.
E lo sport?
Ci alleniamo tutti i giorni, solitamente prima di cena. La società, attraverso il suo preparatore fisico Marco Abbate, ci ha consegnato un programma dettagliato per mantenere la forma fisica in questo periodo di sosta. Facciamo il possibile, per quanto possiamo, sempre all'interno del nostro appartamento.
L'emergenza ha anche cambiato la gestione dei rapporti con amici e famiglia, come hai detto voi non siete rientrate ai vostri paesi d'origine e in questo momento siete lontani dai vostri cari.
Per me è stato difficile perchè questo mese era il compleanno di mia madre Paola, il 9 marzo, e il 15 invece è toccato a mio padre Pietro. Mi ero organizzata per raggiungerli dopo la partita con Battipaglia (prevista il 14 marzo), purtroppo con lo stop è saltato tutto e abbiamo festeggiato spegnendo le candeline in videochiamata. Era giusto così, purtroppo: ho deciso di restare qui perchè viaggiare è molto più rischioso rispetto a restare, e perchè tornare a casa e vivere con l'ansia di poter contagiare parenti più a rischio non è la cosa giusta fare.
Con la famiglia e con gli amici, come sempre e come sono abituata durante il campionato, si riesce a tenere i contatti anche a distanza. Quello che dispiace è non poter vedere le altre compagne di squadra che vivono nella mia stessa situazione: ma oggi è così, dobbiamo assolutamente rispettare queste regole.
E a proposito la guardia della formazione palermitana conclude: "In futuro ci sarà molto più tempo per uscire, vedersi, viaggiare e tornare alla normalità. Ora dobbiamo solo resistere e attenerci alle regole. Restiamo a casa, alleniamoci a casa, riscopriamo degli hobby messi da parte. Stiamo tranquilli, tutto passerà e tornerà alla normalità".
#IORESTOACASA
(Foto Sicily By Car Palermo Basket - Giuseppe Pipitone)