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LBF 50 - Bianca Rossi, una campionessa "semplicemente" incredibile

LBF 50 - Bianca Rossi, una campionessa "semplicemente" incredibile

50 anni, 50 giocatrici. Quest’anno la Lega Basket Femminile celebra un importante anniversario, e per farlo vuole ricordare alcune delle protagoniste più rilevanti di questo mezzo secolo di storia.

La pallacanestro in Italia è soprattutto uno sport territoriale, coltivato e tramandato in centri che diventano eccellenza in una dimensione più o meno provinciale o periferica. Tra questi c’è sicuramente anche Treviso, che pur essendo una città di basket ha una storia un po’ più frammentata di altre. L’epoca più gloriosa del basket femminile nella Marca ha una durata relativamente breve, ma ha come protagonista una donna di provincia diventata un patrimonio per la sua terra e per la nazionale: Bianca Rossi.

Nata a Ponzano nel 1954 in una famiglia numerosa e di origini semplici, Rossi si avvicina alla pallacanestro a 14 anni ed entra nelle giovanili della Pallacanestro Treviso, squadra che in quegli anni era passata dalla Serie A alla rinuncia all’iscrizione a una nuova promozione, fino alla vittoria della Coppa Italia nel 1970. Il suo esordio tra le grandi arriva qualche anno dopo, e fin dai primi passi lascia intravedere uno spiccato talento realizzativo. La guardia trevigiana ha carattere, leadership e tanti punti nelle mani e ha nel tiro dalla distanza una delle sue soluzioni principali; all’epoca non esisteva questo concetto, ma oggi sarebbe probabilmente una grande specialista al tiro da tre punti. 

Dopo una parentesi di quattro stagioni a Roma, dove si era trasferita a causa dei problemi economici di Treviso, Rossi torna a casa per vivere gli anni migliori della Pagnossin, l’azienda che ha legato il suo nome a quello di una squadra che ancora oggi viene ricordata. Nominata capitana, è per tre volte la miglior realizzatrice del campionato, e nel 1980/81 arriva a giocarsi la finale scudetto contro Vicenza. La serie si decide a pochi secondi dalla fine della decisiva gara 3, quando un arresto e tiro di Rossi risolve la partita e il campionato. Il primo titolo della storia di Treviso arriva in un’atmosfera elettrica, ma è anche l’ultimo grande momento di euforia di una squadra che retrocederà poche stagioni più tardi, ma che rimarrà nel ricordo. Nel 2011 è uscito il libro celebrativo Lo scudetto Rosa (Prandi), in occasione del trentesimo anniversario.

Anche per Rossi è l’ultima istantanea prima di passare alla GBC Milano, con cui gioca altre due finali scudetto perdendole entrambe contro Vicenza, prima di chiudere la sua carriera tra Parma e Ferrara. L’altra maglia della sua vita è quella azzurra della nazionale, con cui ha disputato cinque campionati europei, due mondiali e i Giochi Olimpici di Mosca 1980, sempre da protagonista e da punto di riferimento offensivo. Dopo il ritiro è rimasta nella pallacanestro a livello locale, nella sua Ponzano e in altre società, da allenatrice e da dirigente. Dal 2016 fa parte della Italia Basketball Hall of Fame. "Bianca per noi è stata un esempio di come si potesse crescere e affermarsi nel proprio club continuando a studiare e ad aiutare la propria famiglia. Conosceva il gioco, aveva una struttura fisica pazzesca, mentalità vincente. Una giocatrice e una donna incredibile”, dichiarava la consigliera federale Sandra Palombarini in occasione di quella premiazione. Difficile dare una definizione migliore.

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