Nuje scimm pazz ‘p l cavatiell, nu piatt chin chin ‘e tracchiulell. Nuje semm campuascian, la Nord è rossoblù: bevemm birra Forst e niente cchiù. Ossia, per i non campobassani ‘andiamo pazzi per i cavatelli (la tradizionale pasta cavata molisana, ndr), un piatto pieno pieno di costolette di maiale. Noi siamo campobassani, la curva Nord è rossoblù, beviamo birra Forst e niente più’. Il tutto, tra l’altro, cantato a squarciagola da due veronesi, una casertana, una reggina, una romana, una tarantina, una ternana e persino una lituana, nonché da due termolesi, una sangiorgiese ed una giovanissima campobassana, maestra di lingua (o meglio di dialetto locale) per le proprie compagne di squadra.

Il ritornello della ‘tarantella campuasciana’ suona, oltre che come un indiretto riferimento di marketing territoriale, anche come un mantradalle parti del PalaVazzieri ed è forse uno dei tanti segreti di un avvio da favola per La Molisana Magnolia Campobasso. Sette successi in altrettanti confronti, unico team del girone Sud di A2 (le altre due formazioni senza macchia sono entrambe venete: il Venezia in A1 ed il Villafranca, invece, nel girone di cadetteria). Ma, soprattutto, gli ultimi tre arrivati con altrettante corazzate (Palermo e Bologna fuori casa con nel mezzo l’exploit a domicilio contro La Spezia).

Una serie di affermazioni arrivata sul parquet grazie al lavoro di preparazione settimanale portato avanti dallo staff tecnico con al vertice coach Mimmo Sabatelli e dai #fioridacciaio (l’hashtag che racchiude in sé l’essenza delle giocatrici campobassane). Ma, soprattutto, degli exploit frutto di una sinergia più ampia. Quella con una società che ha in sé una mission ben precisa, laddove il momento agonistico è proiezione sul sociale e su di un messaggio più ampio di corretti stili di vita, tanto da ampliare, sempre più, il numero di partner pronti ad appoggiare il cammino rossoblù. Un club, tra l’altro, che ha avuto l’ulteriore soddisfazione di vedere Rossella Ferro, uno dei propri riferimenti in campo organizzativo e gestionale, eletta all’interno del consiglio d’amministrazione della Lega Basket Femminile.

E quella – a chiusura di un cerchio – di un rapporto intenso coi propri tifosi. Un pubblico unico, invidiato un po’ in tutte le piazze cestistiche in rosa, che riempie in ogni ordine di posto l’impianto di via Svevo e che segue le proprie beniamine sia in casa che in trasferta. A Roma come a Bologna le rossoblù si sono sentite a casa grazie ai cori e al sostegno dei propri tifosi. Che, anche col cuore, hanno seguito le proprie giocatrici in occasione della trasferta di Palermo, ritrovandosi tutti assieme a Vazzieri a seguire sul maxischermo le magnolie.

Tante immagini, numerose sfaccettature, mille prospettive. Ma ancora infiniti aspetti da scoprire. Quelli che, nelle ulteriori fermate da qui in avanti, sono pronti a far compagnia alle campobassane. Le singole avversarie sono avvisate: la rotazione a base otto è solo l’antipasto di un menu più ampio e corposo. Dove – e non potrebbe essere diversamente – cavatiell e tracchiulellsono pronti ad essere il ‘piatto forte’.

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