Appunti dal campo, attraverso un numero, una statistica insieme alle parole di chi è protagonista, per provare ad arrivare ad un pensiero tecnico.

5 su 5 da 3 punti. (“Anche se di tiri da tre ne ho fatti sette...”). 17 punti in 27 minuti. 5 assist per spiegare come la sua visione di gioco (e di vita) sia -sempre- non ordinaria. Numeri di qualità e contro Schio. E in una vittoria della sua Ragusa, questo il ritaglio della domenica di Sabrina Cinili.

“+358 ......” Cercavo Sabrina, il suo numero italiano era sempre staccato. Poi mi arrivò questo numero. Numero finlandese. E non per un giorno. Non per una settimana di vacanza. Così. Tenendolo anche dopo essere tornata dalle vacanze di Natale in Lapponia. “Volevo vedere l’aurora boreale. Il mio cartone animato preferito era, anzi è, Balto. Non ci sono riuscita, il tempo atmosferico non ha aiutato, ma sono stata lì. Nei luoghi di Balto, metà cane e metà lupo.” racconta Sabrina. “Mi piace viaggiare da sola. Perché penso di poter conoscere più persone. Poco bagaglio. Sempre il drone con me. Quella volta in Lapponia passai il Capodanno con 15 persone, conosciute per strada. Finlandesi, inglesi che vivevano lì, francesi che passavano come me, tedeschi che cercavano di fermarsi”

Sabrina vuole vedere sempre oltre, come il suo drone. E anche quando non parla, pensa. Sapendo sempre come esserci. Facendoti arrivare la sua ricchezza dentro una squadra, sorpassando la facciata del gruppo.

“Layla”. Da 1 anno vive con Sabrina. Un Samoiedo. “E’ tutto quello che ho”. Prova a colpirti cosi Sabrina parlando del suo cane. “Lo porto con me ad ogni allenamento. Ad ogni partita. Il suo posto è nell’atrio del palazzetto. Mi aspetta. Ieri alla fine della partita sono corsa ad abbracciarlo”. E cosa ti ha detto ? “Brava. E adesso portami a fare la pipì.” Insieme. “Insieme ululiamo. Un gesto che significa appartenenza al gruppo. Dove ? Sulla spiaggia ogni mattina. Sul letto la sera”.

Sabrina cerca sempre un senso di appartenenza, il suo senso di appartenenza. E quando lo trova, quando riesci ad arrivarle, ti restituisce la bellezza del suo sentirsi bene.

“Moto”. Una moto, passando da una Harley-Davison alla FZ6 della Yamaha. Primo passo sara’ il noleggio, per tre mesi. “Mi piace la velocità. Mi piace salirci sopra. Mi sento più forte. Vado. Non guardo. Penso. Sento i miei pensieri”. La prima meta sarà Marzameni, percorrere quella strada che si affaccia sul mare, sapere che la meta è quel borgo ricco di atmosfera.

A cavallo di una moto, al galoppo su un cavallo, facendosi trasportare insieme ai suoi pensieri. Alla ricerca. Alla ricerca, basta cosi.

“Sono negli Stati Uniti, ci possiamo sentire alle mie 9 del mattino”. Questo il suo primo whatsapp, quando la cercavo per introdurmi. Stati Uniti non significa solo vacanza, o meglio viaggio. Significa allenarsi. Significa essere contagiati dalla voglia di allenarsi (“E in questo ringrazio Jacki (Gemelos ndr), una che vorrebbe allenarsi anche di notte”). Significa poter trovare palestre meravigliose. E a disposizione. Dovunque e in ogni momento.”

Significa non trovare sulla strada qualche scusa che spegne la voglia di chi vuole veramente allenarsi e diventa complice di chi invece lo dice solo con belle parole.

“5 su 5 (o su 7) da 3 punti”. “Domenica era per me una giornata emotivamente particolare. A volte mi serve sentire questo senso di rabbia. Mi aiuta ad essere meno preoccupata di un potenziale errore, ad osare di più. Non essere completamente soddisfatta. Avere un vuoto per andare più aggressiva in campo”. Vuoto o extra- motivazione. Oppure vuoto in extra-motivazione. “Tirare da 3 per me è tecnica e sfida, un po’ una e un po l’altra”. Vederla allenare sul tiro da 3, sia per assoluta concentrazione sia per efficiente bellezza del suo gesto ti fa partecipare in silenzio, aggiungendo un dettaglio, mai invadendo la sua determinazione. “Da quest’estate ogni volta che tiro, penso alla perfezione del gesto di Elisa Penna. Quando tiravo con lei, guardavo il suo movimento e il suo tirare senza pause. Sentivo di avere poi più ritmo. Adesso con Nicole mi faccio arrivare il suo essere super attiva.”.

Il contagio toglie pudore. Il contagio toglie ruggine. Il contagio porta energia. Il contagio libera dall”abbiamo sempre fatto cosi”.

Perché a volte “Un cane non può fare questo viaggio da solo, ma forse un lupo sì...” Come disse a Balto Boris, il suo miglior amico e mentore.

Marco Crespi