Dal 2008 ad oggi, con l'unica eccezione del 2009, non c'è stata una sola altra estate senza che le Nazionali giovanili regalassero agli appassionati una medaglia: 11 medaglie in 11 anni.

L'ultima in ordine di tempo é di metallo pregiato, conquistato ai Campionati Europei che si sono conclusi sabato a Kaunas con il successo dell'Italia contro la Repubblica Ceca, dopo aver battuto strada facendo colossi come Francia e Spagna.

Proprio contro le "furie rosse", che a livello giovanile sono ai vertici da un decennio almeno, é arrivata una prestazione da 25 punti e 17 rimbalzi di Caterina Gilli, classe 2002, poi inserita nel miglior quintetto e premiata, con merito, come MVP della rassegna continentale.

Dall'atleta nata a Ferrara, studentessa liceale e già protagonista di una ottima stagione in A1 con la maglia della Meccanica Nova Vigarano, ci siamo fatti raccontare un'estate in cui ha giocato prima i Mondiali under 17 a Minsk (quinto posto finale) e poi, vincendolo, l'Europeo a Kaunas.

"È stata sicuramente un'estate diversa da tutte quelle precedenti perché per la prima volta ho dovuto affrontare un doppio impegno, reduce anche da una stagione che mi ha impegnato come non mai, con la serie A1 da rookie e le finali nazionali nelle mie categorie giovanili.

Ho cercato di rendere il più possibile le esperienze degli anni scorsi e farne tesoro per essere di aiuto alle mie compagne nei momenti di difficoltà e cercare sempre di portare il mio contributo positivo al team azzurro. Sono passati ormai due mesi e sicuramente la stanchezza è tanta, così come grandissime sono state le soddisfazioni".

Cominciamo dall'esperienza del Mondiale in Bielorussia...

"Del mondiale porto con me un ricordo positivo perché per tutti era una competizione difficile e senza troppe aspettative, in cui non avevamo troppe pressioni e abbiamo potuto giocare libere di testa e fare, secondo me, un ottimo risultato. Certo, l'impatto con la nazionale americana è stato da subito qualcosa di complicato ma non ci siamo disunite, anzi nelle difficoltà ci hanno ulteriormente indicato la strada per venirne a capo. A livello personale mi sono tolta già li a Minsk alcune soddisfazioni importanti, come la prestazione con la Cina, in cui sono riuscita da subito avere impatto".

Quindi ci si aspetta che dopo il campionato di A1 che avete finito tardissimo per via dello spareggio salvezza vinto contro Faenza, le finali nazionali e il Mondiale, ti sarai goduta un meritato riposo. Invece...?

"Invece sono tornata a casa per tre giorni di riposo, e subito mi sono dovuta ricalare (e ricaricare) in un impegno altrettanto importante come l'europeo".

Qual é stata la principale difficoltà?

"Oltre alle difficoltà tecniche, con tante nazionali di buon livello, certamente ho dovuto fare i conti con la mia stanchezza, cercando di gestire le ultime forze rimaste".

Hai trovato però una squadra che da subito é parsa un gruppo molto forte...

"Sì, il gruppo 2002 è stato il nucleo portante dell'U17, e questo è stato un grosso vantaggio perché ben quattro di noi si sono ritrovate da subito insieme nel quintetto. Ho ritrovato con piacere la mia amica Giulia (Natali, ndr)e, per la prima volta in nazionale giovanile, ho trovato anche Silvia (Nativi, ndr), riformando un collaudato terzetto che gioca insieme fin da piccole. Dopo il terzo posto dell'anno scorso, volevamo ripeterci, e perché no migliorarci. Francia e Spagna erano sicuramente per tradizione e valore le formazioni più insidiose, e le abbiamo battute entrambe. Sono contenta di aver portato il mio contributo migliore quando più ce ne era bisogno. La partita con la Spagna è stata un'autentica battaglia".

Medaglia d'Oro e titolo di MVP. Ti rendi conto dell'impresa realizzata?

"A caldo è difficile trarre un bilancio e definire con certezza le emozioni provate, ma sono sicura che quando fra qualche tempo mi guarderò indietro realizzerò meglio quello che tutte insieme abbiamo fatto.

Sentire pronunciare il mio nome quale miglior giocatrice di una manifestazione europea è stata certamente una sorpresa ed è un riconoscimento che tuttavia considero uno stimolo per il mio futuro, non certo un punto di arrivo".

Giochi nei campionati con la maglia numero 17 e con la Nazionale con la 13, quindi scaramanzie non ne hai...?

"Particolari scaramanzie non ne ho, anzi, non sono ancora riuscita a convincere team Italy a darmi il mio amato numero 17, che mi accompagna da sempre. È stata sicuramente una sorpresa ricevere il 13 ma credo che non sia in fin dei conti una coincidenza, voglio pensare, anzi, che sia stato un ideale passaggio di testimone con la mia ex capitana Beba Bagnara che tanto mi ha lasciato in questa stagione. Avere avuto il suo numero è motivo di orgoglio e ispirazione".

Hai la percezione di essere una "promessa", come si dice in questi casi?

"La cosa che so é che devo ancora percorrere tantissima strada e continuare giorno dopo giorno a migliorarmi, e ripagare le tante persone che hanno creduto in me. La nuova stagione prenderà il via tra non molto e dovrò essere brava a farmi trovare subito pronta, e non sarà facile visto il pochissimo tempo a disposizione. il 7 ottobre sarà già tempo di opening day per la mia seconda stagione nella massima serie. La società Vigarano ha creduto da subito in noi e anno dopo anno ha investito risorse, tempo e spazi per migliorarci e darci delle opportunità. Quel momento è adesso, quindi iniziò più carica che mai è pronta a dare il massimo".

Sei stata protagonista del progetto voluto dal C.T. Crespi, "Ragazze in tiro". Ci pensi alla Nazionale A?

"La nazionale senior ha al momento ottime ed esperte giocatrici che sanno dare grande qualità al lavoro di coach Crespi. Guardiamo sempre al presente, se un giorno capiterà l'opportunità sarà un piacere e un onore, ma per il momento mi voglio solo concentrare sui miei due club per la A1 e i campionati giovanili".

A proposito dei campionati giovanili, li giochi con Basket Academy Ferrara, che é la società fondata da Emanuela Benatti, ex giocatrice di serie A e..., tua madre. Lei era presente anche a Kaunas...

"Sì, ed é stato molto emozionante abbracciare mia madre subito in campo, ho sentito tanta emozione in lei e tanto orgoglio. Avendo giocato sa bene tutti i sacrifici che ci sono dietro e il difficile percorso che ogni giorno noi giovani dobbiamo percorrere. Sono contenta di poter dedicare questo successo a lei che non ha mai smesso di credere in me".

Come si riparte con la medaglia d'Oro al collo?

"Con la speranza di fare una bella stagione, e poi vedremo a fine anno dove saremo stati capaci di arrivare".

Area Comunicazione LBF