Qualcuno un giorno ha scritto che “il silenzio cala il sipario solo su ciò che non ha saputo essere spettacolo”.
Ci piace iniziare con questa citazione le pillole di basket femminile di questa settimana particolare, perché intrisa di attesa per il doppio impegno della nostra Nazionale, e di emozione pura per l’ultimo inno di Mameli cantato da capitana per Raffaella Masciadri.
Un’emozione talmente intensa da sciogliere anche l’espressione di scultorea concentrazione cui Raffaella ha sempre abituato i suoi tifosi, un’emozione che è sembrata durare un tempo infinito, necessario per ripercorrere gli attimi che l’hanno consegnata alla storia indossando ancora la divisa da gioco.
Ieri non è scesa sul parquet ma la sua presenza e il suo carisma si percepivano nell’aria. Ha incitato le compagne dal primo all’ultimo secondo, ha esultato e pianto nel finale. Un turbinio di emozioni indescrivibili che hanno percepito tutti, davanti agli schermi e sugli spalti da cui è partito il coro “c’è solo un capitano”, un coro pieno d’amore a chi ha dato tutto per la maglia Azzurra, che viene dedicato solo a persone speciali. Mascia lo è, senza dubbio.
Si è fermato e si è commosso il mondo della pallacanestro e non solo quello, per omaggiare una carriera difficilmente replicabile: 14 scudetti, 9 Coppe Italia, 15 Supercoppe italiana, 1 EuroCup, 660 partite giocate in serie A1 (prima nella classifica all time) e 6415 punti realizzati, iniziando la sua 23esima stagione in Serie A1, sono i numeri a livello di Club, dove la storia continua, una medaglia d’Oro (Pescara 2009) e una d’Argento (Tunisi 2001) ai Giochi del Mediterraneo, e una medaglia d’Argento alle Universiadi (Taegu 2003), in una storia iniziata il 16 maggio 2001, quando l’Italia superò il Portogallo a Limerick (Irlanda), fatta di 193 presenze e 1701 punti realizzati (high di 26 punti segnati alla Lituania il 29 agosto 2007 a Kusadasiin Turchia).
Protagonista dell’epopea di Schio fin dal primo storico scudetto conquistato nel 2005 nella serie finale contro Faenza, in cui segnò 45 punti nelle tre sfide decisive con un significativo 10/19 da 3; ha vinto il Premio Reverberi (2004/2005), l’Oscar LBF miglior giovane di A1 (2001), l’Oscar LBF miglior giocatrice del campionato (2006), è stata MVP in tutte le manifestazioni cui ha partecipato, vincendole praticamente tutte.
Il dilemma che si impadronisce del cronista a questo punto è se decidere di fermarsi o continuare, con il rischio di dimenticare comunque qualcosa.
Noi che collezioniamo attimi preferiamo fermarci qui, far asciugare al sole il fazzoletto di lino con il quale abbiamo asciugato l’ultima lacrima e pensare alle prossime pagine che Raffaella vorrà e saprà scrivere.
In fondo saremo sempre portati a credere che chiusa una porta si alza un sipario, e ci saranno altri applausi per chi è campionessa dentro.
Grazie Raffaella, per ieri, per oggi, per domani!
Area Comunicazione LBF
Foto: Ciamillo-Castoria