"Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci." È una delle frasi utilizzate per ricordare l'idiosincrasia che nutriva, nei confronti della sconfitta, un certo Michael Jordan.
Poi la storia insegna che si può sempre andare oltre. E lo insegna anche l'attualità, se guardiamo alla reazione "cannibale" che ha avuto il Famila Schio dopo l'ultima sconfitta di questa stagione, subita l'ormai lontano 17 dicembre 2017 a San Martino di Lupari (68-66).
Di lì in avanti in Italia il Famila Schio ha conosciuto solo vittorie: 9 su 9 in campionato, 2 su 2 in Coppa Italia, primato in classifica garantito in vista dei Play Off e Coppa Italia, l'undicesima dal '96 ad oggi, messa in bacheca.
11 partite, 11 vittorie. Unico intoppo, se così si può chiamare considerato il valore (tecnico ed "economico") dell'avversario (Kursk), l'eliminazione negli Ottavi di Finale di Eurolega, ma dopo aver superato brillantemente la fase a gironi.
Il paragone viene spontaneo. Schio come la Juventus.
L'armata degli invincibili di Allegri, infatti, ha nel 2018 un bilancio di 13 vittorie su 14 partite giocate: è prima in campionato, è in finale di Coppa Italia, è ai Quarti di Finale di Champions League.
Per risalire all'ultima sconfitta della Juventus bisogna tornare indietro al 10 novembre 2017, 3-2 a Genova contro la Sampdoria.
Come dire che sia per la Juventus che per Schio, "vincere non è tutto; è l'unica cosa che conta".
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