Appunti dal campo, attraverso un numero, una statistica insieme alle parole di chi è protagonista, per provare ad arrivare ad un pensiero tecnico.

32’44” per 20 punti. 2 su 3 da 2, 4 su 5 da 3, 4 su 5 da 1. E 11 rimbalzi. Questi i numeri di Sara Bocchetti. Determinanti per far vincere Vigarano in trasferta sul campo del Geas.

54% da 3 punti. 4.3 i tiri tentati a partita, 2.3 quelli segnati in queste prime tre giornate.

E le ultime tre stagioni (la prima a La Spezia, le ultime due a Torino) la percentuale -in serie- diceva 17, 26, 22. Cioè non segnare mai o quasi, e con lo stesso numero di tentativi.

“Questione di cuore”. Sara inizia cosi la sua risposta, come se avesse dentro da tempo questo pensiero. “Tre anni fa sono andata via da Napoli. La mia squadra. Ero la capitana. Ci avevo lasciato il cuore. Non avevo quasi più il sorriso dentro quando avevo la palla in mano”.

“Non volevo che la stagione finisse”. A Torino lo scorso anno, ultime partite, Sara sente qualcosa dentro. Non vuole che la stagione finisca. E non la fa finire. Domenico (il suo compagno) si accorge che -di nuovo- il cuore batte quando ha la palla in mano. Il campionato deve finire solo come calendario. Non come adrenalina. Si organizzano. Domenico fa l’allenatore. Un gruppo di gente che ha voglia di allenarsi tutta l’estate. Tre mesi, non una decina di giorni.

Cose nuove. Dettagli nuovi. Movimenti che il campo richiede. Sara ci lavora ogni giorno quest’estate. “Non voglio non poter far nulla sul campo, quando può capitare che mi marchino faccia a faccia ed usarlo come giustificazione”. Allenandosi e giocando con i maschi “Mi aiuta ad essere competitiva. A non trovare scuse. A non guardare in faccia nessuno. Come loro fanno con me”. Adesso il cuore batte ancora più forte.

Incastrato. V oler tirare a volte per una ragazza appare impresa complicata. “Vero, i nostri allenamenti sono sempre incastrati tra mini basket o un ‘altra squadra. Difficile avere il campo a disposizione”. E allora manca qualchecosa. Da trovare. Per poter investire. E non perdere il cuore delle nostre ragazze.

Coccole. Il cibo, è la coccola preferita di Sara, o meglio le polpette di carne della nonna. Oppure andare in giro per scoprire posti nuovi. Fare una foto, l’ultima, cercando a Bologna le due Torri. Ma la botta di felicità è sentire di nuovo il cuore che batte per andare ad allenare il tiro. Anche da sola. Anche convincendo una compagna ad andare con lei (vero Maria Miccoli?). Anche quando è giorno di riposo. Come è successo sabato, il giorno prima di andare a vincere a Sesto. Sentendo il piacere della fiducia e -contemporaneamente- della responsabilità, che mi trasmettono ogni giorno a Vigarano.

Marco Crespi