Nazionale 3X3 al lavoro per cinque giorni intensi di preparazione: raduno e allenamenti a Roma, poi la partenza per il Torneo amichevole di Parigi contro le selezioni di Francia, Svizzera e Olanda.  Gruppo impegnato al Centro di Preparazione Olimpica "Giulio Onesti": sono otto le atlete convocate con l'aggiunta dell'ultim'ora di Sara Bocchetti in lungo dell'infortunata Rae Lin D'Alie. Olbis Andrè, Martina Bestagno, Debora Carangelo, Chiara Consolini, Marcella Filippi, Giulia Rulli e Valeria Trucco le altre sette giocatrici impegnate.

Occasione buona per tracciare un bilancio del lavoro svolto con il ct Andrea Capobianco: «Prima del Preolimpico abbiamo avuto già un raduno, questo è il secondo che facciamo, con le partite amichevoli che giocheremo in Francia per valutare le giocatrici che potranno partecipare al Preolimpico. Purtroppo abbiamo qualche infortunio in questo periodo, e questi raduni servono molto per riprendere una certa familiarità con alcune regole del 3X3, per cercare di mettere dentro un gioco di squadra, perché alla fine anche il 3X3 diventa un gioco di squadra ma in tempi molto brevi. Cerchiamo di mettere dentro idee e tutte le soluzioni possibili, per poter arrivare pronti al Preolimpico che si disputerà a marzo».

Sul Torneo in arrivo e la preparazione ad esso, Capobianco dice: «Queste partite saranno delle tappe di avvicinamento, in questo raduno abbiamo provato moltissimo sia la transizione attacco-difesa che difesa-attacco, nello stesso tempo dobbiamo velocizzare alcune situazioni, e ancor di più definire un ruolo ben preciso per ogni giocatrice: ci sarà chi farà un blocco in più, chi sarà più brava a fare un tiro da fuori, chi a prendere un rimbalzo, chi a giocare con i cambi e chi non dovrà cambiare ma fintare le situazioni di cambio. Vogliamo arrivare pronti al Preolimpico, a questo servono i raduni».

Preparare un 3X3 presenta chiaramente tante differenze sia per il tipo di gioco, sia per le metodologie d'allenamento rispetto al convenzionale cinque contro cinque. Ce le spiega il ct stesso partendo dai principali aspetti della disciplina: «Il 3X3 è uno sport in cui l'aspetto mentale è fondamentale. C'è troppo poco tempo per ricaricare le batterie: se sbagli una cosa le avversarie possono segnare immediatamente, oppure se riesci a segnare le avversarie possono, a livello mentale, avere un leggero calo. Certamente non bisogna mai demoralizzarsi, non si ha il tempo,  è uno sport in cui l'intensità è veramente molto alta e bisogna avere il coraggio di osare anche dopo aver sbagliato. È uno sport molto formativo anche per il cinque contro cinque, infatti tutti gli allenatori giocano il tre contro tre per costruire uno schema d'attacco. Lo è anche dal punto di vista dell'autonomia, giocatrici e giocatori che giocano 3X3 sono in campo senza allenatore, quindi in pratica dovranno assumersi le responsabilità di tutte le decisioni, di tutto ciò che dovranno fare, con noi allenatori che saremo in tribuna e teoricamente anche abbastanza tranquilli».

Fondamentale, comunque, il lavoro svolto in raduno per saper gestire meglio le insidie che riserva il campo: «L'allenamento ha un ruolo molto importante perché è qui che si costruisce e si prepara la partita. È difficile nella partita stessa cambiare le strategie. Ricapitolando c'è grandissima autonomia, grandissima responsabilità da parte di ogni giocatrice, a livello metabolico c'è qualche differenza, ma certamente un bravo giocatore di pallacanestro può giocare anche il 3X3 ad altissimi livelli, trattandosi di uno sport altamente formativo».

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