09 ottobre 2018
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#sentoilcuoreamille
(Perché sono dentro il campo. Perché sono attorno al campo. Perché il basket è emozione)

Appunti dal campo, attraverso un numero, una statistica insieme alle parole di chi è protagonista, per provare ad arrivare ad un pensiero tecnico.

2 su 3 da due punti. 3 su 3 da tre punti. Aggiungendo che anche i tiri da due erano jumper, tiri da fuori. Numeri di una tiratrice, volume di tiri di Elena Castello nell’Opening Day di Torino. E avversaria Venezia, una delle squadre che vuole arrivare allo Scudetto.



Tiri presi senza nessuna esitazione.
 Tiri presi sentendoseli propri. Tiri non obbligati. Tiri voluti da situazioni di gioco. Semplicemente correndo e desiderandoli. Ed esultando dopo ogni canestro. 
“Mi piace gioire dopo aver segnato. A volte di più quando la partita è equilibrata e ho segnato in un momento chiave”. Ma poi sottolinea (per prima a se stessa) “Però mi piace esultare…”. Bello anche da vedere.

I ruoli. “Elena è un 4”. “Si però accoppiandosi deve giocare 5”. Passando per “Da 3 ha il tiro, ma…”. Tante etichette. “Si -dice Elena- penso di essere stata limitata dal dover essere vista in un ruolo determinato. E 5 proprio non mi sento. Giocare fuori area è quello che sento”.
Argomento interessante. Ruoli che troppe volte sono mettere limiti. Più importante guardare alle qualità. Alle caratteristiche di una giocatrice e poi pensare sviluppi di gioco che possono esaltarle. 

Kevin Durant. “Se guardo ad un tiro bello, penso al suo. Alto, longilineo, ma cosi veloce nell’arresto e tiro. Anche con il palleggio. Perfetto.”. Un esempio ambizioso. Un esempio che da visione. E fa venire voglia di prendere il pallone e tirare. Ogni giorno. Per non sbagliare un tiro da 3 anche un’altra volta.


Marco Crespi

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